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IL FETO E LA CIRCOLARITÀ

Il feto vive per tutto il periodo della gravidanza in uno stato di circolarità, attraverso la connessione fisica ed emotiva presente tra lui e la madre. Tutti i suoni che lo avvolgono hanno richiamano ad una sorta di circolarità, il battito e il respiro sempre presente della mamma lo cullano giorno dopo giorno.
Prendendo in considerazione il feto appare doveroso ricordare che tutti noi arriviamo da un ventre materno, e questo ventre ci ha custoditi dentro di sé permettendoci di vivere in simbiosi con nostra madre, partecipando ad ogni suo pensiero, sentimento e comportamento, adattandoci ai suoi ritmi e intonazioni. Abbiamo provato le sue stesse emozioni, ma dato che il nostro sistema nervoso ed endocrino era diverso dal suo, abbiamo potuto anche sviluppare emozioni e stati d’animo diversi dai suoi, distinguendo così i messaggi di nostra madre (reagendo oppure ignorandoli) ma pur sempre ricordandone il contenuto. Eravamo in risonanza con lei ma eravamo comunque due persone distinte se pur in un unico corpo, ognuno conservava in sé il proprio destino [1], eravamo un po’ come il “grano e la terra”. [2]

Il feto è sempre stato al centro di numerosi studi e ricerche finalizzate a capirne le condizioni, l’emozioni e anche il temperamento. Soffermiamoci a questo punto sul carattere. Si forma con noi o è un qualcosa che ci viene donato così com’è?
A tale proposito ho scelto di mettere a confronto due differenti teorie.

Secondo la teoria di Tomatis [3], il carattere di ogni essere umano si forma intorno al ventisettesimo giorno che segue il concepimento e “… ne esistono tre: materiale, spirituale e intellettuale. L’origine risale allo sviluppo embrionale. Accanto a questa base, ogni individuo dispone di due tendenze formatesi durante la gravidanza. Quello intellettuale è legato allo strato esterno che dipende dalle funzioni respiratorie. La sua base: i polmoni. Quello materiale è collegato allo strato interno, dipende dalle funzioni nutritive e si basa sul fegato. Il tipo spirituale è collegato allo strato medio, dipende dalle funzioni ghiandolari e la sua base sono gli organi genitali.”

 

Invece, secondo la così detta “teoria della ghianda” di James Hillman[4],

“Noi nasciamo con un carattere; che è dato; che è un dono, come nelle fiabe, delle fate madrine al momento della nascita.”

 

Qualsiasi interpretazione si voglia dare al temperamento del bambino e a tutto ciò che lo riguarda, il punto cardine rimane l’importanza del suo sviluppo, della necessità di attenzione e rispetto. Da qui nasce l’esigenza di una nuova considerazione del feto, perché come ricorda Alfred A. Tomatis:

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“Chi ci dice che il feto, nel suo universo uterino, non abbia più coscienza di quanta ne abbiamo noi rispetto al mondo che ci circonda? Lui almeno conosce le pareti.
Noi che ci vantiamo tanto, che ne sappiamo delle pareti del cosmo?” [5]”

 


[1] Gravidanza consapevole, il compito della donna: costruire un mondo migliore – Bianca Buchal
[2] [3] [5] Nove mesi in paradiso – Alfred A. Thomatis
[4] Il codice dell’anima – James Hillman